L'alopecia androgenetica

Cause

Alopecia androgenetica maschile e femminile

26 Febbraio, 2020 by creazionesiti Tricoinstitute Commenti disabilitati su Alopecia androgenetica maschile e femminile

L’alopecia androgenetica (calvizie comune o alopecia seborroica) è una delle più frequenti alopecie che colpisce, in maniera differente, l’80% degli uomini e il 50% delle donne.

Perchè si sviluppa l’alopecia androgenetica?

La sua causa è riconducibile all’effetto combinato di due fattori principali:

  1. l’azione degli ormoni androgeni (andro-) sui follicoli piliferi del cuoio capelluto
  2. predisposizione ereditaria (-genetica)

La malattia comincia la sua manifestazione dopo la pubertà dato l’inizio della produzione degli ormoni androgeni. I fattori ereditari invece ne condizionano l’età in cui si manifesta, la velocità di sviluppo, distribuzione e la gravità.

Qual’è il meccanismo che porta allo sviluppo dell’alopecia androgenetica?

La pecularietà di questo tipo di alopecia è la riduzione del diametro e della lunghezza dei follicoli (miniaturizzazione). Da questi follicoli di ridottissime dimenzioni derivano due peli più corti, sottili e con poca pigmentazione che non riescono a coprire adeguatamente il cuoio capelluto.

Quindi l’alopecia androgenetica non è, almeno nella fase iniziale, una vera e propria alopecia dato che i peli non scompaiono ma regrediscono a peli velli.

Con il progredire della malattia e senza le dovute cure i peli si perdono del tutto.

Gli androgeni che influenzano la crescita dei nostri capelli sono il testosterone e molto più fondamentale il diidrosterone, infatti la quantità di quest’ultimo nei follicoli affetti da alopecia è maggiore dei soggetti sani.

La causa sembra risiedere nell’aumento dell’attività dell 5α-reduttasi di tipo 2nella regione frontale rispetto a quella occipitale. Il diidrosterone riduce la durata dell’anagen agendo sui follicolipiliferi delle zone androgeno-inibite. I capelli a questo punto non riescono a raggiungere un lunghezza normale dato che la loro fase di crescita dura meno dei soggetti senza patologia, ne deriva, perciò un cambiamento dei capelli che diventano sempre più corti e sottili. Oltre la riduzione della fase dell’anagen c’è un prolungamento della fase di riposo, quindi, dopo che il capello che nella fase telogen viene eliminato,ritarda il rientro nella fase di crescita lasciando i follicoli vuoti per lungo tempo. Il ritardo della fase anagen (crescita) induce, nei pazienti affetti, una riduzione della densità dei capelli e contribuisce ad accentuarne il diradamento (nelle fasi più avanzate della malattia).

La miniutarizzazione porta alla diminuzione del diametro e della lunghezza, creando un effetto di cambio di calibro che corrisponde al variabile stato dei follicoli.

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